martedì, 18 dicembre 2007, ore 22:49

...E insieme alle tante cose che arrivano tutte insieme, arriva anche il momento in cui per la prima volta ti accorgi che una persona è interessata a te. Ma tu no. O per lo meno non in quel modo, e porca miseria quanto è complicato. Da quando la mia storia è finita, tanti piccoli segnali... e questa sera, ingenua, io sorridevo perchè mi ha portato una bottiglia di spumante e una torta del mulino bianco per festeggiare. E' stata dolcissima, ed io lì ad essere felice di quanto un'amica potesse essere così dolce. Amica 'sto cavolo, scusate. Mi fa male. Dovevo capirlo dai messaggi di questa estate, dal suo iniziare ad avvicinarsi di più pian piano, da qualche battuta o frecciatina che mi lancia. E non è che sono idiota, però speravo che tutto sfumasse, che la presunta amicizia non dovesse andarci di mezzo. Per aprirmi gli occhi è servita una serata come questa, dove l'imbarazzo si taglia con il coltello. Non voglio far male a lei e contemporaneamente non vorrei allontanarmi. Non voglio temere che quando capirà che non c'è proprio storia allora cambierà tutto. Non è facile, che palle.

LuceDiSera
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 18:40

LuceDiSera
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 18:32

Stanotte ho dormito tre ore, all'appello non mi ci volevo nemmeno presentare, poi durante lo scritto volevo consegnare e ritirarmi, poi non volevo ripassare per l'orale, poi volevo alzarmi dalla sedia mentre il prof mi stava interrogando e mentre cercavo di riflettere su una domanda con sguardo accigliato mi fa: "beh signorina qui le cose se le sappiamo bene, ma se dobbiamo inventarle no eh" ... però un piccolo Grillo Parlante dentro di me è riuscito a farmi fare tutto questo, ed oggi si che mi sparo una botta di autostima, che mi batto le mani da sola, per me questo esame vuol dire tanto, vuol dire che il mio cervello funziona ancora, è il simbolo di tante cose... Uff. Svuoto i polmoni e vado.

LuceDiSera
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lunedì, 17 dicembre 2007, ore 21:18

Sms di A.:  "Non bisogna mollare così ogni giorno saremo più forti, lo stiamo imparando ognuna a suo modo...ma è bello sapere che ci sono punti fermi nonostante tutto come noi."      Sei stata forse il mio primo amore inconsapevole, poi amica da tutta una vita, mi hai ascoltato mentre in preda ad una crisi di panico ti raccontavo convulsamente gli ultimi due anni della mia vita, sotto la pioggia, il giorno della tua laurea, mentre tutti ci aspettavano dentro al ristorante. Sei sempre riuscita ad essermi infinitamente vicina senza mai sfiorarmi, così pudica anche per un abbraccio, un bacio sulla guancia, con te devo contenere i miei slanci,gli sguardi, ma c'è quel filo iniziato dalle centoquarantaquattro lettere sui banchi di scuola che non si spezzerà mai. E' sdolcinato, è quasi fastidiosamente puro, ma è tutto vero, ed è troppo bello averti, anche a centinaia di km, anche se ci vediamo una volta ogni due mesi. Quanto bene ti voglio...

LuceDiSera
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domenica, 16 dicembre 2007, ore 22:52

Non lo so come andrà, sono stanca e non farò in tempo a ripetere tutto, sarà una giornata lunghissima, ma comunque vada, io, per me, ce l'ho fatta. Lunedì mattina ero uno straccio, gli occhi gonfi di lacrime, stavo per buttare all'aria tutto, rimettere in pila uno sopra l'altro i mucchietti di fotocopie, stracciare il biglietto dell'aereo, perchè non mi sarei concessa di partire, se avessi gettato la spugna sull'esame. E invece, come ha detto Mim, siamo ancora in ballo e allora balliamo, i quiz di venerdì sera fino a mezzanotte, il mio letto cosparso di matite, quaderni scarabocchiati, post-it appicicati qua e là. Io, per me, ce l'ho fatta. Ho accorciato le maniche e c'ho provato. E mercoledì mattina un aereo mi aspetta e, comunque vada, secondo me me lo merito.
LuceDiSera
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domenica, 16 dicembre 2007, ore 22:46

Allora, c’era questo pettirosso, piccolo che lo tenevi nel pugno della mano, ma con le sue idee che nessuno riusciva a togliergliele dal capo. Voleva volare in qua e in là a vedere il mondo, becchettare dove c’era da sfamarsi, e non gli piaceva per nulla che gli avessero assegnato il suo posticino e morta lì. Così che un giorno prese il coraggio a quattro mani e si presentò dal signor falchetto, il re degli uccelli del bosco. “Vorrei il permesso, signoria, di andare un po’ dove mi pare, tanto non darei fastidio a nessuno, piccolino come sono.” Così gli disse, e intanto gli tremavano tutte le penne. Il falchetto s’adombrò immediatamente e fece la voce grossa: “Questa è una faccenda che non mi piace per nulla. Tu devi mettere la testa a posto e non star a disturbare con le tue pretese. Fila via o chiamo le gazze.” E nel dirgli questo, senza neppure farci caso, gli diede una zampata che gli artigliò a sangue un’ala. L’aveva pagata cara quell’uccelletto la sua smania di libertà. Ma testardo com’era, in due o tre giorni era di nuovo in aria a volare. Certo, alla bell’e meglio, che arrancava dietro alla sua aluccia offesa tutto di sghimbescio. Sembrava diventato un pagliaccio tanto era buffo come si era ingegnato di volare con un’ala sola. E tutti gli uccelli giù a ridere. E ridevano a crepapelle anche il signor falchetto e le sue gazze. Così che dal gran ridere nessuno si accorgeva che a ogni giorno che passava il pettirosso volava sempre un po’ più in alto e un po’ più in là del posto che gli avevano assegnato. E il giorno che il falchetto se n’è accorto il pettirosso oramai volava così in su che dall’alto prese a bombardare sul capo il re degli uccelli a colpi di cacatine.

 

Maurizio Maggiani “Il coraggio del pettirosso”

LuceDiSera
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sabato, 15 dicembre 2007, ore 10:52

"stringimi le mani
fuori passa il vento
vivi ogni minuto come fosse tutto il tempo
stringi le mie mani
non aver paura
per poter volare basta un soffio d'aria pura
spalanchero' il mio cuore
che sia amicizia o amore
ti potrai abbandonare"
LuceDiSera
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venerdì, 14 dicembre 2007, ore 09:11

Mi sono stufata di far tenerezza. Le persone che mi conoscono per la prima volta, quasi tutte, mi dicono che ispiro tenerezza. Io di 'sta cosa mi sono un pò rotta le palle.

LuceDiSera
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venerdì, 14 dicembre 2007, ore 09:08

Erano i giorni in cui vagavo con la bici in cerca di un senso, mi fermavo ore dentro alla Feltrinelli guardandomi intorno cercando un libro una curiosità un perchè, i giorni in cui mi sedevo nel Parco a respirare il sole che speravo scaldasse le mie idee ghiacciate. Erano i giorni (e questo lo sono ancora) in cui avevo voglia di mettermi alla prova, di buttarmi in qualcosa di nuovo, leggevo tutti gli annunci che vedevo in bacheca, all'università, al supermercato... ricerca compulsiva di un qualcosa che nemmeno io sapevo. Ho trovato l'annuncio sulla Gazzetta, io che divento viola appena devo dire una piccola balla, e mi sono buttata.

Per ora non ho fatto granchè se non sdraiarmi a terra su un palcoscenico freddo cercando di sentire ogni singolo muscolo del corpo, e dondolare come una foglia sotto le luci soffuse, il silenzio, le mie insegnanti bellissime che mi regalano ogni volta un briciolo di passione.

Chissà che dentro di me non ci sia una potenziale attrice....molto nascosta :P.

LuceDiSera
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mercoledì, 12 dicembre 2007, ore 09:42

A 20 anni, improvvisamente e inaspettatemente, una sera sul divano, il primo bacio. Il primo amore. Mille piccole o infinite prime volte. E poi la prima fine, il primo dolore che in tanti mi avevano raccontato, tante volte letto, mai provato.

E poi di nuovo, un'altra prima volta, quando sei costretta ad immaginare la donna che ami che si innamora di un'altra, che vive un'altra. E' un dolore lancinante, che fa venir voglia di gridare con tutto il fiato che hai in gola. Come fa a passare? Come posso credere che nei miei mondi ci sarà mai spazio per qualcun altro, che lei smetterà di occupare così tanto posto???

LuceDiSera
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